Biografia

IMG_3892-Edit-Edit-201Un bianco e nero deciso e rigoroso caratterizza lo stile di Claudio Rizzini il cui linguaggio riflette le sue principali fonti di ispirazione: il cinema noir degli anni Quaranta, la letteratura disegnata di Hugo Pratt, i maestri della fotografia francese e americana del Novecento. Attivo nel panorama fotografico nazionale dal 2014, anno in cui si associa al Cinefotoclub di Brescia, Claudio Rizzini,  predilige l’uso di focali corte e luminose , quelle tipiche del fotogiornalismo che gli consentono di essere dentro alla scena e di fotografare in qualsiasi condizione di luce disponibile. I suoi scatti di fotografia umanista sono stati premiati in diversi concorsi nazionali, due reportage, rispettivamente sul mondo del pugilato e sulla fine della classe operaia,sono pubblicati  dal magazine Image Mag. Nel 2017 la prima mostra personale, “Storyteller”, selezionata per il circuito del  Milano Photofestival.La serie “Street Blues” viene invece esposta alla prima edizione di Observa :il festival è dedicato alla “Street Photography” e ospita nel Museo di Chiari una selezione di Street Photographers con la partecipazione straordinaria di Umberto Verdoliva e del gruppo Spontanea. Ancora nello stesso anno è finalista nella  prima edizione del “Premio Mario Dondero” con il reportage “Saluteremo il Signor Padrone”, lavoro che gli merita la menzione d’onore dalla prestigiosa giuria del premio e che diventerà una mostra nel 2018 per il Milano Photofestival, riproposta ed ampliata nel febbraio 2019 per il Museo della Fotografia di Brescia. “La ballata di Kamara e Keita”, un racconto in tre scatti sul riutilizzo dei beni confiscati alla mafia, viene selezionato tra i migliori dieci del progetto dall’associazione “Libera” ed inserito in una mostra itinerante che farà tappa anche a Lodi per la nona edizione del Festival di fotografia etica.

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